domenica 22 luglio 2007

La fortuna di amministrare Bressana


E' notizia di qualche giorno fa. La consegna al sindaco Latella delle firme dei cittadini di Bressana Bottarone contro i progetti di logistica e interporto e contro la "gestione allegra" della valutazione di impatto strategico (VAS) dell'autostrada Broni-Mortara (nella petizione si chiede l'annullamento dell'iter della Broni-Mortara per le palesi anomalie del procedimento). Qui a lato l'articolo de "il lunedì" del 16 luglio 2007.

Il primo fatto che colpisce positivamente è la voglia di partecipare. La gente ha deciso di dire la sua visto che sono in corso scelte importanti. Puntare sul terziario, o meglio, diciamolo chiaramente, puntare sulla logistica e sul movimento merci come occasione di sviluppo è una scelta cruciale per una comunità.
Bisogna fare un bilancio dei costi e dei benefici, pensando anche a quello che sarà fra 10, 20 anni ed anche oltre, a quello che lasceremo alle generazioni future.
Prima di dire sì bisogna vedere quello che effettivamente arriverà e quello che perderemo, e se si tratterà di perdite temporanee o definitive (e come è noto quando si parla di consumo di suolo le perdite sono, ahinoi, irreversibili).

Colpiscono i numeri. Quasi la metà dei residenti (che corrisponde ad oltre la metà dei votanti alle ultime tornate elettorali) ha detto: azzeriamo il progetto interporto, azzeriamo l'iter della Broni-Mortara.
Considerando anche i paesi limitrofi oltre 3000 persone hanno espresso un parere contrario.

La fortuna di amministrare Bressana appunto. Se sei il loro sindaco non devi nemmeno fare lo sforzo di immaginare quello che pensano e che vogliono i tuoi concittadini.

Perchè te lo vengono a dire.

Siamo di fronte ad un esempio di pratica democratica, di concorso popolare nelle decisioni pubbliche...i tanto auspicati fenomeni di partecipazione, vedi agenda 21 e simili, finalmente si concretizzano.

Il sindaco Latella, che aveva mosso i primi passi in una direzione diversa da quella voluta dalla maggiornanza dei suoi concittadini, dovrebbe prendere atto della cosa e muoversi di conseguenza.
Al momento però il sindaco si è limitato a chiamare in causa la Provincia e rimanda il tutto al "piano provinciale per la logistica". Ed ha assicurato che "le decisioni strategiche riguardanti il futuro del territorio saranno oggetto di discussione con i comuni limitrofi in fase di definizione dei nuovi Piani di Governo del Territorio".

Benino. Sembra che, anche se con qualche titubanza e non prorpio spontaneamente, il buon senso stia affermandosi tra i nostri amministratori. E che la anche la Provincia, grazie ad un tardivo risveglio, cominci a rendersi conto di quello che è in gioco. Vedremo poi se il "piano provinciale per la logistica" supererà l'approccio dirigistico finora prevalente, coinvolgendo la gente e le associazioni della Lomellina e dell'Oltrepò.

Speriamo nel frattempo che il "modello Bressana" possa essere replicato negli altri Comuni interessati dall'attraversamento dell'autostrada, in modo che dovunque ci si possa interrogare su quale tipo di sviluppo vogliamo.

sabato 21 luglio 2007

Abelleide - La teoria del trampolino

Ovvero ipotesi sul vero motivo per cui nasce un'autostrada



La teoria, ipotizzata da un conoscente, e che riporto fedelmente, è la seguente.

Tutto questo casino pazzesco dell'autostrada Broni-Mortara, della natura violata, degli inciuci, degli affari e degli affarismi ha un unico nobile scopo. Portare l'uomo qui di fianco (foto: La Provincia Pavese) alla presidenza della Regione Lombardia. Si chiama Giancarlo Abelli e l'autostrada sarebbe il suo personalissimo trampolino di lancio. Lungo 55 chilometri... un nastro d'asfalto nuovo fiammante in mezzo alla Lomellina e all'Oltrepò.

I tempi lo confermerebbero, si vota per le regionali nel 2010, i lavori che dovrebbero cominciare nel 2009, sarebbero in piena fase ascendente, magari non sarebbero ancora evidenti gli aspetti più devastanti del progetto, basterebbe ad esempio evitare di partire con i cantieri nel bel mezzo del parco del Ticino. Nel 2009 tutto un andirivieni di escavatrici, subappalti, concessioni e concessionari, esperti di svincoli, geometri del Comune, piccoli, medi e grandi imprenditori, ditte di logistica, bitumiere, catramifici confermerebbe l'impressione che "Abelli porta lavoro". E spontanea nascerebbe la gratitudine nel cuore dell'elettore.

Nota personale ... mentre mi raccontavano questo scenario facevo i miei calcoli.... pensavo: "avrà già una settantina d'anni abbondanti, e fa progetti per il 2010", diciamo quindi che lavora per raggiungere l'apice dalla carriera tra i 75 e gli 80 anni. Da un lato provo anche simpatia per un tentativo del genere, dall'altro mi sembra una condizione limite. L'ulteriore conferma della gerontocrazia dilagante in Italia, una classe politica col pannolone e la badante al seguito.

Il contesto politico lo confermerebbe. Potrebbe infatti essere anche la volta buona per Formigoni. L'eterno secondo (ricordate il "mi dimetto se arriva qualcosa di meglio" del 2001?), ipotizzando una possibile uscita di scena del Berlusca, avrebbe ambizioni di lideraggio in forza italia con evidente opzione sulla carica di presidente del consiglio. A parte il fatto che Berlusconi ad ogni passaggio nelle cliniche svizzere perde 10 anni e quindi bisogna vedere se veramente si leva di torno, a parte il fatto che vive per il potere ed ha una ambizione sfrenata, c'è però la possibilità che in effetti si dedichi a coltivare sogni di gloria da presidente della Repubblica e che quindi molli il cadreghino da primo ministro in pectore a vantaggio dell'accorrente Formigoni.

Nota personale ... in effetti è uno scenario possibile... FiniCasiniD'AlemaFassinoRutelli permettendo, ammesso che superino l'8 settembre e il giudice Forleo.

Il gradimento del pubblico lo confermerebbe. Pare infatti che Abelli sia il primo come gradimento in Lombardia. Cioè la persona che tra tutti i consiglieri regionali ha raccolto il maggior numero di preferenze. Quindi agli occhi dei vari sponsor dell'operazione, Formigoni in testa, dovrebbe avere le carte giuste per concorrere con discrete speranze di successo.

Nota personale ... non nego lo stupore per un Abelli così acclamato, gli ultimi ricordi specifici che avevo lo vedevano fare surf sul fango di tangentopoli.

Quindi in sintesi, secondo la mia fonte, dell'autostrada e dei suoi annessi, connessi e derivati, "non gliene frega niente a nessuno". L'unico obbiettivo è portare Abelli ai vertici della Regione Lombardia ed alimentare le cordate industriali amiche. L'agnello sacrificale, tanto per cambiare, una bella fetta di territorio di enorme qualità agricola, naturalistica e paesaggistica.

Nota personale ... l'ipotesi in qualche modo sembra stare in piedi, è verosimile dal punto di vista delle dinamiche politiche e dei giochi di potere (...ed io che speravo in un sincero sostegno al corridioio 5, Barcellona Kiev....)

Certo non è lusinghiera nè per Abelli nè per Formigoni.
Motivo per cui cercherò di far pervenire loro queste osservazioni in modo da garantire diritto di replica.
Trattandosi poi, in generale, di un approfondimento sulla genesi dell'autostrada Broni Mortara metterò in copia anche i sindaci dei paesi e delle città interessati dal passaggio dell'autostrada.

La conferenza dei servizi conclusiva deve ancora avere luogo e molti Comuni stanno già ripensando l'iniziale incondizionata approvazione, è giusto ragionare sui dati oggettivi, pro o contro che siano.

giovedì 19 luglio 2007

Sosteniamo Antonio

A volte le cose te le trovi addosso senza neanche sapere perchè.
Ti chiami Antonio (o Franceso o Paolo). Ti sei iscritto forse per gioco, forse per passione politica, forse vedere com'è al gruppo locale degli Amici di Beppe Grillo.
Abiti a Mortara, punto di partenza di una autostrada piantata lì in mezzo alla campagna e di una certa idea di sviluppo di cui vedi chiaramente i limiti.

L'idea è quella che il cemento porti sviluppo.

E' un'idea vecchia, ampiamente smentita, perdente sul medio e lungo periodo.
Guardate un qualsiasi sobborgo milanese ... qual'è il primo pensiero nell'osservare la loro triste condizione? "Poverini" ... forse "ma come fanno..." devono scappare tutti i fine settimana perchè sono così sommersi dal cemento che qul poco di umano che gli è rimasto si ribella e chiede fuga, spazio, natura, Cielo, Terra, Vita.
Noi stiamo aprendo le porte a quel modello di sviluppo.

Ma non divaghiamo, sosteniamo Antonio appunto. Perchè Mortara è la tana del lupo... con granitici schieramenti politici orientati al "progresso", perfino per strada si sente dire che l'autostrada è importante perchè "ci collegherà al mondo". Anche il prete credo ... ma non so.
L'homo mortaricus non apprezza il silenzio delle sue campagne, dono di Dio, preferisce il tubo di scarico del TIR, contento lui.

Sosteniamo Antonio perchè nella tana del lupo andiamo a fondare il primo comitato mortarese contro l'autostrada Broni-Mortara.

Sosteniamo Antonio perchè Antonio siamo tutti noi.



Sosteniamolo davvero, chi fosse interessato lasci un commento qui sotto, mi scriva, o contatti uno dei comitati già esistenti.

martedì 17 luglio 2007

Eh fa' la doppietta con il motore elettrico non è che sia proprio sta 'osa ovvia

Qui

www.pattomutuosoccorso.org/

Esiste un posto dove condividere esperienze di lotta per la salvaguardia del nostro territorio e della nostra salute. Un patto di mutuo soccorso.

Ecco la presentazione del "
Patto Nazionale di Solidarietà e Mutuo Soccorso"
direttamente dal loro sito.























Patto Nazionale di Solidarietà e Mutuo Soccorso

Presentazione
Il Patto Nazionale di Solidarietà e Mutuo Soccorso è uno strumento al servizio di chi nel nostro paese lotta per la difesa del proprio territorio, contro le grandi opere inutili e contro lo scempio delle risorse ambientali ed economiche.
E' una cornice entro cui si ritrovano le diverse realtà che aderiscono al Patto per mettere in relazione le esperienze e le lotte, ma non è una sede decisionale: è piuttosto un contenitore per valorizzare queste esperienze, per non disperderle e per farne patrimonio comune; è un sostegno per dare loro maggior visibilità e in questo modo rafforzarle e aiutarle a crescere; è un supporto per una memoria collettiva che non vuole dimenticare i risultati acquisiti e intende ripartire dalle sconfitte subite; è una sede in cui praticare la solidarietà e l'aiuto reciproco.
Nel suo ambito nascono e circolano proposte condivise, ma non è una sede di elaborazione e definizione di strategie in cui gli aderenti sono tenuti a riconoscersi.

Il Patto Nazionale di Solidarietà e Mutuo Soccorso non è certo un tentativo per infiltrarsi di soppiatto nella politica di palazzo nè intende farsi ospitare nei palazzi della politica; non ha governi amici a cui guardare con fiducia; non ha partiti a cui consegnare deleghe in bianco e non intende certo percorrere una strada che lo porti a diventare esso stesso partito.
Non per questo rifugge dalla politica e dal confronto, e sa distinguere chi opera con trasparenza da chi tenta di imbrigliare le lotte. Il modello che propone è al tempo stesso l'unico metodo che è disponibile ad accettare: quello della partecipazione attiva dei cittadini.

Questo sito web è soltanto uno strumento al servizio del Patto: una scatola da riempire con il contributo di tutte le realtà che vi aderiscono. E' una scatola di scarpe che contiene questo lungo stivale che va dalla Valle d'Aosta alla Sicilia e dal Friuli alla Sardegna: uno stivale che vogliamo conservare nelle migliori condizioni possibili, e vogliamo difendere da chi fa di tutto per rovinarlo.

Sarà dura, ma ce la faremo.

domenica 15 luglio 2007

Decadenza e rinascita di una classe politica locale



La Provincia Pavese (il quotidiano....non l'istituzione) del 14 luglio accosta nella stessa pagina due notizie
collegate entrambe alla gestione del territorio ma distanti anni luce nella sostanza.


Da una parte il Comune di Vellezzo Bellini che delibera la realizzazione di una logistica per 200.000 metri quadri complessivi, dall'altra il consorzio di 4 comuni che si battono contro la dilagante "Villettopoli".
Dopo "anni di dibattiti" l'attuale giunta di Vellezzo vara l'opera, rimpallata per tre sindaci ed un commissario prefettizio, opera che ha il tipico carattere dell'intervento che nessuno sa più a cosa serve e chi lo vuole .... ma tant'è ... piuttosto che non fare è meglio fare male secondo le abitudini correnti.
E perdere per sempre 200.000 metri quadri di terreno agricolo non sembra turbare nessuno.

Per cosa poi? Qualche effimero posto di lavoro e molti, molti tir in più.
Esilarante e tragico il finale dell'articolo, che rende conto della assoluta mancanza di pianificazione dell'opera (e che riporto qui di seguito):
"Resta da vedere come verrà risolto il problema della viabilità, che inevitabilmente comporterà un aggravio di traffico, soprattutto pesante nella zona. A tal proposito il progetto dovrebbe prevedere alcuni interventi, a partire da una rotonda."

Domanda: ma ce l'ha prescritto il medico di osservare come fossero sacre scritture piani regolatori vecchi negli anni e nell'impostazione e che comportano la sistematica devastazione del territorio?
La Provincia Pavese (l'istituzione, non il
quotidiano) brilla come al solito per la sua assenza.

L'altro articolo riguarda invece un fenomeno positivo. Quattro Comuni del pavese (la zona a nord di Pavia), Giussago, Certosa, Rognano e Zeccone che si organizzano e strutturano per coordinarsi per una migliore gestione del territorio. Dire no a "villettopoli" è l'inizio della rinascita.
Non può essere la politica edilizia l'unica politica di
un Comune. Non può essere il consumo del suolo l'unica idea di sviluppo. Non può essere un Comune a scegliere per sè se le sue scelte impattano anche sui Comuni vicini.
Rendersene conto e agire di conseguenza è l'invitabile segno del cambiamento.

Decadenza e rinascita, in mezzo ci siamo noi, i cittadini comuni, a favorire o rallentare questo processo.


mercoledì 11 luglio 2007

Quando mai ..... a sostegno di Piero Ricca

Quando mai si è visto un giornale chiudere preventivamente o una televisione oscurata per un singolo, presunto, episodio illecito?

Ebbene con i blog succede.
Il fatto riguarda Emilio Fede. Il blog sequestrato e "ripulito" è quello di Piero Ricca.
L'azione da parte della guardia di finanza.

Qui maggiori dettagli.

Propio ieri avevo visto Piero Ricca nelle vesti insolite di moderatore presentare il nuovo libro di Oliviero Beha, Italiopoli.

Se vi sta simpatico lo dovete difendere. Se vi sta antipatico pure.
L'importante è che possa continuare a parlare. Diritto che rivendichiamo per ciscuno di noi.

E se qualcosa emergerà a suo carico ne risponderà e pagherà i danni, dopo il giudizio di un tribunale.

venerdì 6 luglio 2007

A tu per tu col tuo parlamentare

Qui lo scambio di opinioni col mio parlamentare On. Angelo Zucchi (DS)
PS anche se non ho votato DS lo ritengo mio per questioni geografiche!!
Ritenevo miei anche Bosone e Losurdo ma non mi hanno risposto :(((

MAX:

Salve sono un cittadino pavese.

Non riesco a capire perchè sulla legge contro le intercettazioni ci sia una così unanime visione contro la libertà di informazione.

Senza la possibilità di pubblicare le intercettazioni non avremmo saputo quasi nulla degli scandali di questi anni.
Vi invito a riflettere sulle conseguenze del varo di una legge del genere.
In Italia già molti segni indicano un declino democratico....elenco alcune"anomalie".
- Basso livello di legalità
- Alto livello di inciuci e commistione di ruoli
- Incapacità di affrontare risolvere problemi da parte della politica, questa è sempre più autoreferenziale e lontana
- Provvedimenti presi "contro" la volontà collettiva (vedi indulto, 95% degli Italiani contro, 80% parlamentari a favore)
- Potere giudiziario sotto controllo (tramite l'azzeramento delle risorse)
- Troppi professionisti della politica (la ben nota "casta") che scrive regole per gli altri ma non vuole rispettarle che brucia risorse per consolidare clientele
- Parlamento indegnamente diventato asilo per bisognosi di indennità parlamentare.
... purtroppo potrei continuare

Non che la democrazia sia obbligatoria...ma insomma.
Date un segno, non tirate troppo la corda.


PS Vi siete ricordati di regolarizzare i portaborse in nero??

ANGELO ZUCCHI:

il tema di come si protegge la privacy delle persone è un tema delicato che merita particolare attenzione.

Vietare le intercettazioni quando non sono penalmente rilevanti, assolve a questa funzione.

Ritengo che questa elementare norma di civismo e rispetto delle persone non leda la libertà di stampa, ma tuteli i cittadini.

ho un contratto con una agenzia che mensilmente mi manda fattura per il rapporto di consulenza con un addetto stampa, ricevo poi servizi di segreteria dal mio partito al quale come previsto dalla legge verso un contributo di sottoscrizione mensile.

non ho niente di cui vergognarmi ne tanto meno da farmi perdonare.


MAX:
Non è una questione di privacy.

D'Alema che parla con Consorte della scalata di una banca, D'Alema che entra nel meccanismo della scalata chiedendo che venga aiutato Bonsignore.

Il Governatore della banca d'Italia Fazio, l'arbitro, che si mette d'accordo con una della due squadre (e si scambia effusioni telefoniche con Fiorani).

L'ipotesi che Berlusconi avesse avallato la scalata del Corriere

Questi sono rilevanti
fatti politici, prima che, eventualmente, penali.
Sono cose che i cittadini hanno
diritto di sapere, perchè voi parlamentari siete dove siete per gestire in modo trasparente la cosa pubblica e non per esercitare una qualche libera professione.

Lei crede che il mandato parlamentare di D'Alema contempli la possibilità di contribuire alla scalata di una banca?
Se sì, va dichiarato, va fatto alla luce del sole spiegando perchè è "bene" che Unipol scali una banca.

E' stato un bene invece che siano emerse queste vicende perchè sono state bloccate
2 operazioni illegali.
Se fosse stata in vigore la legge che state per votare non si sarebbe saputo nulla fino al terzo grado di un ipotetico giudizio, cioè per anni.
Saremmo ancora qui a sviolinare per le dotte citazioni di Fazio e per il borgataro Ricucci finalmente accettato dal "salotto buono" (e pensando al livello dei personaggi mi viene il voltastomaco).

Quanto alla situazione contributiva dei suoi collaboratori sono lieto che sia regolare. Spero che anche i suoi colleghi abbiano avuto la stessa sensibilità.

Non dubito nemmeno del fatto che lei personalmente non abbia nulla da rimproverarsi, ma votando questa legge aiuta chi tesse le sue trame nell'ombra.

Sperando in un suo ripensamento la saluto cordialmente.


ANGELO ZUCCHI:

Lei pensa che dalle intercettazioni si possa desumere che D'Alema abbia contribuito alla scalata di una banca?

da un "facci sognare" che in qualsiasi contesto apparirebbe una semplice battuta?

da un "allora abbiamo una banca" di Fassino possiamo con certezza esprimere un giudizio di colpevolezza seppur politica?

Lei crede d'avvero che intercettazioni telefoniche irrilevanti da un punto di vista penale, debbano essere pubblicate solo perchè potrebbero forse avere una rilevanza politica?

Non rischiamo di giustificare qualunque modo pur di ottenere informazioni utili solo a consentirci di farci un opinione?

Perchè se non c'è reato, cosa c'è di esecrebile e censurabile?

E se accettiamo questo metodo, lo dobbiamo accettare per chiunque fossero anche semplici cittadini.

Io preferisco essere garantista e porre dei limiti all'intrusione nella sfera privata di chiunque.


MAX:

>> Lei pensa che dalle intercettazioni si possa desumere che D'Alema abbia contribuito alla scalata di una banca?

>> da un "facci sognare" che in qualsiasi contesto apparirebbe una semplice battuta?

>> da un "allora abbiamo una banca" di Fassino possiamo con certezza esprimere un giudizio di colpevolezza seppur politica?
Quello sarebbe il meno.... la parte che lascia pensare al ruolo attivo di D'Alema è questa:
D'Alema: «Ho parlato con Bonsignore, che dice cosa deve fare, uscire o restare un anno... Se vi serve, resta... Evidentemente è interessato a latere in un tavolo politico».
Consorte: «Chiaro, nessuno fa niente per niente».
>> Lei crede d'avvero che intercettazioni telefoniche irrilevanti da un punto di vista penale, debbano essere pubblicate solo >> perchè potrebbero forse avere una rilevanza politica?
Assolutamente sì!! Lo pretendo come elettore. Vi abbiamo messo lì per fare politica, per gestire la cosa pubblica.
E' il minimo che i vostri atti politici siano resi noti, soprattutto se cercate di tenerli nascosti!
>> Non rischiamo di giustificare qualunque modo pur di ottenere informazioni utili solo a consentirci di farci un opinione?
>> Perchè se non c'è reato, cosa c'è di esecrebile e censurabile?
Pensi a un mondo dove Fiorani, Ricucci, Consorte, Fazio la fanno franca, con l'appoggio dei politici.
E' il mondo che avremmo avuto senza le intercettazioni (e comunque in quel mondo lì ci siamo già....).
Le ri-formulo la domanda, lei come politico non pensa che sia mancata una azione di controllo da parete vostra?
>> E se accettiamo questo metodo, lo dobbiamo accettare per chiunque fossero anche semplici cittadini.Io preferisco essere >> garantista e porre dei limiti all'intrusione nella sfera privata di chiunque.

Personalmente vedo una differenza tra chi accetta gli oneri e gli onori della vita politica e che quindi opera in un contesto pubblico e chi non lo fa. Ma visto lo stato attuale delle cose rinuncerei ad un pezzetto di privacy come semplice cittadino pur di consentire che certi scandali vengano intercettati.
Mi dica una cosa, quando è stata l'ultima volta che si è sentito ribollire il sangue? E per che cosa?
Cordiali saluti

P.S.
Vorrei pubblicare questo scambio di opinioni sul mio blog. Vista la natura privata della conversazione mi sembra corretto chiederle l'autorizzazione (nel caso me la negasse potrei ripiegare su una formula generica del tipo "dialogo con un parlamentare della maggioranza", cosa ne pensa?).


ANGELO ZUCCHI
:

Mi fa ribollire il sangue l'antipolitica dilagante, la demagogia sprezzante, l'ipocrisia e il moralismo di quanti fanno politica e contribuiscono a condizionare le opinioni senza mai dico mai essersi sottoposti al giudizio di un elettore. ( es. stampa)

Di quanti non si sono mai sporcati le mani amministrando un comune o un quartiere, ma pretendono ogni volta di insegnarti cosa devi fare.

Di coloro che la politica la lasciano fare a te, perchè dalla finestra possono darti utili indicazioni sui tuoi errori.

mi fa ribollire il sangue chi usa il termine società civile, per distinguere frammenti di società dalla società politica.

il sangue mi ribolle eccome, avendo fatto politica da trent'anni, con passione, onestà, disinteresse.

nulla osta alla pubblicazione, ci mancherebbe altro

cordialmente




Se intercettando io potessi dirti ....

Questo l'accorato appello a 3 personaggi della recente fiction "la casta".
Mi umilio e li imploro di votare CONTRO la legge che impedisce di pubblicare il contenuto delle intercettazioni fino al terzo grado di giudizio.



Ecco il testo della mail

Salve sono un cittadino pavese.

Non riesco a capire perchè sulla legge contro le intercettazioni ci sia una così unanime visione contro la libertà di informazione.

Senza la possibilità di pubblicare le intercettazioni non avremmo saputo quasi nulla degli scandali di questi anni.
Vi invito a riflettere sulle conseguenze del varo di una legge del genere.
In Italia già molti segni indicano un declino democratico....elenco alcune"anomalie".
- Basso livello di legalità
- Alto livello di inciuci e commistione di ruoli
- Incapacità di affrontare risolvere problemi da parte della politica, questa è sempre più autoreferenziale e lontana
- Provvedimenti presi "contro" la volontà collettiva (vedi indulto, 95% degli Italiani contro, 80% parlamentari a favore)
- Potere giudiziario sotto controllo (tramite l'azzeramento delle risorse)
- Troppi professionisti della politica (la ben nota "casta") che scrive regole per gli altri ma non vuole rispettarle che brucia risorse per consolidare clientele
- Parlamento indegnamente diventato asilo per bisognosi di indennità parlamentare.
... purtroppo potrei continuare

Non che la democrazia sia obbligatoria...ma insomma.
Date un segno, non tirate troppo la corda.


Massimiliano Lilla


PS Vi siete ricordati di regolarizzare i portaborse in nero??


Uno dei 3 risponde.... nel prossimo post l'interessante dialogo.

Campagna:
Scrivi al tuo parlamentare lui è contento di sapere che esisti!

sabato 30 giugno 2007

Quale futuro per l'agricoltura, se ci passa una autostrada sopra?

La serata del 28 giugno a Olevano Lomellina in pillole.

  • Sala gremita, ottimo riscontro di pubblico. Gli agricoltori rispondono. Era uno dei temi della serata
  • Ci sono dei politici presenti! Non capita di vederli spesso agli incontri sull'autostrada Broni Mortara. Sono i senatori Losurdo e Bosone (AN e Margherita rispettivamente) e il deputato Zucchi (DS). Tutti e tre nelle commissioni agricoltura di camera e senato
  • Che posizione avrebbero preso questi parlamentari era l'altro tema della serata. Hanno detto con varie sfumature che ci sono molte cose che non vanno bene in questa autostrada. Dalle scelte di progetto, alle modalità con cui è stato gestito il rapporto con i Comuni e con gli altri enti. Le osservazione erano del tipo:
    - le associazioni si sveglino (sic) e alzino il tono delle pretese visto che hanno ragione!
    - il pasticcio l'ha fatto la Regione (Formigoni+Abelli+Infrastrutture Lobarde) che si prendano le loro responsabilità.
    Bosone però va oltre e dichiara che il progetto così com'è deve essere bloccato per l'anomalia sulla VAS. Lo strumento con cui si pone il problema è una interrogazione parlamentare presentata da Ermete Realacci alla Camera.
  • Il prof. Ferloni sottolinea come le normative europee sulle tutele del territorio siano state recepite solo dalla regione Toscana, ci spiega cosa sono i corridoi ecologici, sottolinea prima ancora che la cattiva volontà, siano alla base del problema l'ignoranza e la mancanza di sensibilità ecologica dei nostri amministratori. D'altra parte è un tipo di sensibilità quasi del tutto assente in buona parte della popolazione italiana. Conferma infine i devastanti effetti che avrebbe l'autostrada sull'ecosistema lomellino.


Qui sotto le sequenze della serata.

(se clicchi su play vedi il video in questa pagina, se clicchi sull'immagine ma NON sul tasto play si apre you tube e vedi il filmato un po' più grande)

Panoramica sala gremita e presentazione serata



Giani e Fea, architetti, presentano il loro lavoro su ipotesi di sviluppo alternativo della Lomellina
Qui la possibilità di consultare tutto il materiale, compresi i due video in alta risoluzione.




Un rappresentante degli agricoltori lomellini racconta come è nato e quali sono stati i passaggi, variamente anomali, del progetto
Prima parte

Seconda parte


Intervento Duhr. Elogio della bellezza


Il sen. Losurdo (AN) difende gli agricoltori e trova molte incongruenze nel progetto. Contestazione finale perchè non prende una chiara posizione contraria. Nemmeno tanto sottesa una critica a Legambiente e ai comitati per scarso attivismo


Losurdo ribatte...questa è politica ragazzi, anche se sono contrario non oppongo un no ideologico e cerco i punti deboli del progetto


L'on. Zucchi (DS) pur dichiarandosi in generale a favore delle autostrade che si stanno costruendo in Lombardia, critica le anomalie sia di progetto che di procedurali della Broni Pavia Mortara...e pure lui se la piglia con Legambiente


Giuseppe Camerini di Legambiente prende la parola e risponde alle osservazioni .... "Dove eravate?" chiede in modo appassionato ai politici presenti...
e ricorda che 27 anni fa quando in provincia di Pavia si voleva costruire una centrale a carbone senza un adeguato sistema di filtraggio lui c'era a dire che era una follia...e dall'altra parte? Indovinate un po' il solito, onnipresente, Abelli....


L'on. Bosone conferma quanto detto dai colleghi, un richiamo al fatto che ciascuno (leggi Regione Lombardia) si deve prendere le proprie responsabilità ed alla necessità di un coordinamento forte a livello locale. Ma aggiunge che tramite una interrogazione parlamentare presentata da Ermete Realacci viene chiesta al governo l'interruzione dell'iter del progetto per l'anomalia della mancanza della VAS.


Il prof Ferloni e il consigliere provinciale Invernizzi commentano e argomentano


Brillante ed efficace intervento di Alessandro Confetti di Legambiente, che come già Giuseppe Camerini in precedenza, ribadisce l'attività fin qui svolta e chiede l'impegno dei politici "romani". 6 minuti con gli occhi puntati sulle loro facce, da non perdere.


Interventi finali tra cui Losurdo


Un metafisico Alfonso, degli amici di Beppe Grillo di Pavia, saluta i presenti e segnala l'attività e l'impegno dei "grillini" pavesi


Ornella Moro del coordinamento dei comitati, superba attivista, dice pane al pane, vino al vino quello che tutti pensiamo in quella sala della Broni Mortara e dei suoi brillanti fautori

lunedì 25 giugno 2007

Esempi di decrescita: le cooperative Mondragon

Da http://www.unmondopossibile.net/articolo/art0587.htm

La 'decrecita' non è una teoria socio-economica che possa sostituire l'attuale sistema, ma una tendenza accettabile sul come affrontare i problemi economici. Sorge spontanea una domanda: allora vi sarebbe da qualche parte in questo mondo, un esempio di applicazione di queste pratiche, privo degli effetti perniciosi del capitalismo edonistico e dello sviluppo illimitato?
Un esempio maturo sembra essere il progetto originario delle cooperative Mondragon dei Paesi Baschi: 70.000 persone occupate in 160 cooperative. Proprietarie dell'azienda in cui lavorano. Una testa un voto. Differenze tra i redditi in un rapporto tra 1 e 6, 10% degli utili devoluti a scopi sociali. Reddito pro-capite più alto in Europa fino al 1990. Il capitale come strumento di sviluppo, non obiettivo dell'esistenza. Una finanziaria coop, che realizza i servizi mutualistico e pensionistico, non concessi dal Governo spagnolo. Banche coop., supermercati coop, aziende di robotica, ricambi, agricole, commerciali tutte coop. Un'Università e un Centro di Ricerca di eccellenza. Le cooperative Mondragon, in uno studio di Betsy Bowman e Bob Stone (1), sono state ritenute più efficienti e performanti delle aziende capitaliste. Sono nate dal pensiero di Arizmendarrieta, un religioso che ha ridisegnato i fondamenti culturali di una economia socializzata: nessun povero, nessun super-ricco, tutti benestanti.

1. Betsy Bowman and Bob Stone - Cooperativization on the Mondragón Model As Alternative to Globalizing Capitalism - ©2005 GEO, Riverdale, MD 20738-0115 http://www.geo.coop

domenica 24 giugno 2007

sabato 23 giugno 2007

“Sviluppo (in)sostenibile e consumo di suolo

Fonte:

Italia Nostra, sezione di Pavia - Comitato agricoltori per la tutela del territorio


Il suolo è una risorsa finita e non rinnovabile. A subire la maggiore pressione che viene dalla urbanizzazione sono i suoli delle pianure, che la provincia di Pavia possiede in abbondanza. Si tratta di suoli tra i più fertili al Mondo, una risorsa economica di valore strategico. Questa sintesi riassume i dati contenuti in una relazione sul consumo di suolo agricolo che è possibile consultare nella sua versione integrale al sito www.piccolaterra.com. Fonte dei dati sono l’ISTAT, l’Ente Regionale di sviluppo agricolo (E.R.S.A.F.) e l’Agenzia Regionale di Protezione Ambientale (A.R.P.A.).

L’analisi di tali dati dimostra che il consumo di suolo nel territorio provinciale a partire dal 1950 sta procedendo a ritmi preoccupanti, secondo un modello di sviluppo che certamente non risponde alle esigenze del tanto sbandierato (ma molto ignorato) “sviluppo sostenibile”.

Dal dopoguerra ad oggi nella montagna e nella collina dell’Oltrepo Pavese si è registrato un accentuato spopolamento, cui si è accompagnata una riduzione degli spazi coltivati e un incremento della superficie forestale. In pianura la popolazione è cresciuta a partire dal dopoguerra, per poi assestarsi su valori sostanzialmente stabili in tempi più recenti. In linea con le tendenze che si manifestano su scala nazionale, nei centri maggiori (Pavia, Voghera, Vigevano…) si è registrato nell’ultimo decennio una contrazione demografica. Nel medesimo periodo si è registrata una continua dilatazione degli spazi urbani che ha interessato, se pure in maniera diversa, tutti i Comuni della pianura.

Passando ad esaminare i numeri, si può dire che nel 1950 (dati ISTAT) lo spazio urbanizzato in provincia di Pavia rappresentava il 3,4% del territorio, mentre nel 1998 le superfici impermeabilizzate (centri abitati, strade…) assommavano al 7,8% (dati geosatellitari elaborati da E.R.S.A.F., progetto D.U.S.A.F.).

Anno

1950

1998

1950 (%)

1998 (%)

Superficie non urbanizzata

286373

273288

96,7

92,2

Superficie urbanizzata

10097

23182

3,4

7,8

Risulta pertanto che tra il 1950 e il 1998 sono stati urbanizzati 13.085 ettari circa, equivalenti a 196.000 pertiche milanesi di terra agricola e forestale. Detto in altri termini, nell’arco di poco meno di un cinquantennio le aree urbanizzate hanno invaso una superficie equivalente a 19.000 campi di calcio da serie A. Il fenomeno ha interessato principalmente i terreni agricoli e si è manifestato principalmente in pianura, come dimostra il fatto che fra il 1961 e il 2000 (censimenti agricoli ISTAT) la superficie agricola totale nella pianura della provincia di Pavia si è ridotta del 9,3%. La cancellazione di suolo agricolo negli ultimi 40 anni ha proceduto a ritmi superiori rispetto alle altre due province a vocazione agricola della bassa Lombardia (Cremona, Mantova) manifestandosi soprattutto nella piana dell’Oltrepo Pavese, come mostra la tabella che segue, in cui la superficie è espressa in ettari. Da ricordare che in Oltrepo si registra una forte concentrazione di cave per la estrazione dell’argilla.

Anno

1961

2000

%(1961-2000)

Cremona

155627

142955

- 8,1

Mantova

193180

175902

-8,9

Pavia

192695

174.834

- 9,3

Lomellina

96274

88343

- 8,2

Pavese

68070

61714

- 9,3

Oltrepo

28351

24777

- 12,6

Nota. I dati di questa tabella sono riferiti unicamente al territorio di pianura dei distretti territoriali considerati

I dati più recenti dimostrano che la cancellazione dei suoli agricoli non mostra segni di remissione, ma anzi appare in crescita: tra il 1950 e il 1998 la superficie urbanizzata è cresciuta al ritmo di 272,6 ettari/anno (dati ISTAT e E.R.S.A.F. progetto D.U.S.A.F.). Tra il 1999 e il 2004 il tasso di urbanizzazione è aumentato a 355,8 ettari/anno e ha riguardato terreni agricoli, dal momento che la percentuale coperta da boschi non ha fatto segnare alcuna variazione sostanziale.

Le recenti tendenze che hanno caratterizzato l’economia della provincia di Pavia inducono a ritenere che il problema del consumo del suolo, se non affrontato con strumenti di pianificazione nuovi e specifici, sia destinato a farsi via via più grave. In risposta alla scarsa vitalità dell’economia si profilano progetti di basso contenuto sotto il profilo occupazionale e di notevole impatto sul territorio (termocombustori, centrali elettriche, piattaforme logistiche…) mentre il comparto agricolo vive una crisi profonda, culminata nella recente chiusura dello zuccherificio di Casei Gerola. L’introduzione della nuova normativa urbanistica regionale (legge 12/05) che trasferisce agli Enti Locali poteri decisionali importanti potrebbe indurre i Comuni a scegliere la via della urbanizzazione spinta per rimpinguare con ICI e oneri di urbanizzazione le casse sempre più vuote a causa dei continui tagli dei trasferimenti di risorse da parte dello Stato. E’ un rischio tangibile.

Insediamenti di ogni tipo invadono le aree agricole mentre imponenti aree industriali dismesse giacciono inutilizzate e abbandonate al degrado. Ad alimentare il consumo di suolo è una impostazione culturale figlia di un modello di sviluppo che ignora i limiti fisici dell’ambiente. Lo dimostrano le previsioni di crescita sovrabbondanti contenute nelle relazioni di accompagnamento ai Piani Regolatori dei Comuni. Prendiamo ad esempio la crescita demografica prevista dai Piani Regolatori urbanistici adottati da 6 Comuni (amministrati da Giunte di centro destra e di centro sinistra) della provincia di Pavia (Vigevano, Voghera, Cilavegna, Mede, Sannazzaro de Burgundi, Garlasco): la popolazione residente nel 2001 in questi 6 Comuni era pari a 119.488 unità. Secondo le previsioni future nei piani urbanistici il numero dovrebbe crescere del 53,6%, fino a 183.538 unità. La previsione di crescita di questi soli 6 Comuni, la cui popolazione nel 2001 rappresentava circa ¼ del totale dei residenti in provincia, ammonta a 64.050 persone, a fronte di proiezioni demografiche ISTAT che indicano numeri significativamente inferiori per l’intera provincia di Pavia.

Italia Nostra avanza le seguenti proposte per garantire uno sviluppo urbanistico sostenibile e attento alla valorizzazione dei suoli agricoli:

1) istituzione di un osservatorio sul consumo del suolo presso l’Amministrazione Provinciale e di una consulta in cui siano rappresentate le associazioni agricole e ambientalista

2) monitoraggio e contabilizzazione dell’uso dei suoli a cura del suddetto osservatorio

3) censimento dei fabbricati dismessi su scala comunale e predisposizione di interventi di recupero edilizio in alternativa alla occupazione di nuove aree agricole

4) attuazione di norme utili a favorire il recupero di fabbricati dismessi a cura dei soggetti privati (es.riduzione sensibile degli oneri di urbanizzazione)

5) classificazione dei suoli finalizzata alla conservazione dei suoli ruruali di maggior pregio sotto il profilo agronomico

6) esclusione della possibilità di prevedere nuovi insediamenti su porzioni di territorio agricolo non ancora urbanizzato se indipendenti o staccate da insediamenti urbani

7) interventi speciali sulle aree dove è più elevato il consumo del suolo, in particolare le periferie dei centri maggiori e le conurbazioni che si sviluppano linearmente lungo le principali arterie, con l’adozione di oportuni vincoli.

8) istituzione di parchi agricoli nelle aree di maggior pregio paesaggistico e dove più forte è la pressione urbana

Il valore dei suoli agricoli della pianura è inestimabile; bene sarebbe se l’Amministrazione Provinciale - facendo leva sul ruolo di assoluta rilevanza che la nuova legge 12/05 le attribuisce - assumesse iniziative per dare vita ad un patto per la tutela dei suoli di pianura, coinvolgendo Comuni, cittadini, associazioni agricole e ambientaliste.

comitatoagriter@libero.it

lunedì 18 giugno 2007

Modelli di sviluppo del territorio

Alcuni dei contenuti dell'incontro di Bressana Bottarone del 16 Giugno con Giorgio Boatti e Luca Mercalli

Sono state presentate le cifre del consumo di suolo nella nostra provincia. E come è stato difficile ricostruirle da parte di Legambiente e dei comitati contro la Broni-Mortara Le stime del consumo di suolo non fanno parte come dovrebbe essere degli elementi di valutazione di politici e ammimistratori. Questi non hanno un progetto complessivo per il territorio (perlomeno non un modello dichiarato). Ragionano per singole situazione, per interesse personale e di partito, per opportunità politica. Il territorio è visto come qualcosa da usare senza limiti.

Il concetto distorto di sviluppo che fa coincidere ques'ultimo con la crescita edilizia. Le critiche a questo modello. Le possibilità alternative (puntando ad esempio sulla manutenzione e sulla messa a norma energetica di quello che già abbiamo).

Il tipo di danno "irreversibile" legato al consumi di suolo. Un'area su cui costruisco è persa per sempre per altri usi (sulla scala umana dei tempi), altri errori sono recuperabili. Questo no.

L'agricoltura dimenticata (Mercalli è stato premiato per il libro "Le mucche non mangiano cemento"). Il paradosso per cui qui, su uno dei migliori suoli agricoli del pianeta, costruiamo capannoni e poi importiamo asparagi dalla Cina (...Mercalli aveva con sè un vasetto di asparagi cinesi comprato in un supermercato). Questo "modello" che adesso appare così solido potrebbe essere messo in crisi dal mutare delle condizioni, vedi minore disponibilità di combustibili fossili. Questo causerebbe una crisi alimentare, non potremmo più importare cibo e non avremmo più i campi per coltivarlo.

Il "bello" oltre che l'utile, il giusto ed il ragionevole come categoria violata. Oltre che dannoso, irragionevole, miope questo modello di sviluppo genera manufatti orrendi (scatoloni vari, autostrade, ecc). Una educazione al bello farebbe da volano ad altre virtù.

Le stime addomesticate. Dati delle centraline ARPA sui livelli di inquinamento, si sospetta che siano taroccate (vedi foto satellitari che indicano la pianura Padana come la zona più inquinata d'Europa) mentre i dati della Regione sono sempre "rassicuranti".
Stime di crescita demografica gonfiate (Bressana dovrebbe raddoppiare secondo gli amministratori locali che devono giustificare piani regolatori basati sul cemento), in realtà l'incremento demografico secondo l'ISTAT tra gli ultimi 2 censimenti è stato dello 0,6%


Partecipazione di pubblico

La sala era stracolma, non sono bravo nelle stime ma direi che 200 250 (300?) persone c'erano tutte.
A sentire Gianluca e Nicola c'erano moltissime facce nuove, a conferma del fatto che il fenomeno (sia la protesta che la volontà di capire/partecipare) si sta estendendo.

Ci sono stati diversi applausi a scena aperta e in generale un grande interesse da parte dei presenti.

I politici

Tra i politici c'erano Irene Campari (consigliera comunale di Pavia), un consigliere Comunale di Sommo e una di Bressana. Questi tre hanno anche preso la parola spiegando il loro punto di vista e le difficoltà che hanno avuto.

In particolare
la Campari ha raccontato di come il sì alla autostrada sia arrivato da una decisione di Giunta (sindaco più assessori), non solo è mancato il confronto con la cittadinanaza ma anche quello in Consiglio. Ha inoltre ricordato nomi e cognomi di questo inciucio: Gavio, Formigoni e Abelli.
La consigliera di Bressana ha messo l'accento sulla fatica quotidiana di combattere questa battaglia, si è detta estenuata da un anno di scontri ma felice nel vedere la sala piena e convinta che siamo ad un punto di svolta, che sta iniziando un percorso nuovo.
Infine il consigliere di Sommo ha rivendicato (giustamente) il fatto che il suo è stato l'unico Comune a votare contro il progetto, ha stimolato i presenti a "farsi rappresentare" in modo attivo ed ha invitato a firmare per la nuova raccolta firme per chiedere l'annullamento di tutta la procedura della Broni Mortara per i pesanti vizi legati all'aggiramento della Valutazione Ambientale Strategica e alle altre anomalie.
I 3 hanno sottolineato inoltre come tutto sia stato studiato dalla Regione per mettere in difficoltà e forzare la mano ai sindaci (vedi i tempi ristrettissimi per esaminare il progetto e le pressioni di vario genere).

domenica 10 giugno 2007

Ricominciamo a parlare di Autostrade

Segnaliamo alla Provincia Pavese la nesessità di ricominciare a seguire le vicende della Broni-Mortara, l'autostrada che nessuno vuole.
Qui di seguito la proposta di dibattito inviata sul sito del quotidiano.


Autostrada Broni - Mortara Ho visto come questo tema stia scomparendo dai giornali. Eppure si stanno formando comitati (per quanto ne so tutti contrari), si sta profilando uno scontro istituzionale tra i Comuni da una parte e l'asse Provincia di Pavia - Regione Lombardia dall'altra (per la V.A.S. Valutazione Ambientale Strategica che starebbe seguendo un iter non regolare), come è emerso dal Consiglio Provinciale di venerdì 8 giugno in cui la maggioranza ha bloccato l'approvazione di un ordine del giorno che tendesse a fare chiarezza sulla VAS.
Insomma sarebbe utile che su "La Provincia Pavese" si ricominciasse a parlare di questo progetto.
E' anche un caso emblematico di opera pubblica imposta dall'alto, invece che decisa dai cittadini. L'autostrada che nessuno vuole, che non risolve i problemi di mobilità locale, che costa molto, che devasterà il territorio ma che certamente si farà.
Anche questo è "casta".

venerdì 8 giugno 2007

Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte Sancti benedicti

Se proprio dobbiamo ricominciare da qualcosa.

Napoletani svegliatevi

Leggo con orrore dall'Espresso .... (http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Ecco-i-padrini-dei-rifiuti/1629407&ref=hpstr1)

"Quand'è nato Francesco sembrava andasse tutto bene. Dalle mani dell'ostetrica però viene direttamente portato in incubatrice. La madre l'ha intravisto appena. Al bimbo manca un rene, i ventricoli del cuore hanno disfunzioni gravi, l'ano è imperforato. Ma se lo guardi, il piccolo però sembra perfetto, sgambetta, ha un viso sereno. Il primario del reparto incontra il padre: "Questa settimana è già il terzo bambino nato con molteplici malformazioni", dichiara, quasi che il dato elevato avesse portato queste nascite ad apparire ordinarie, casi che quindi non stupiscono e non spaventano i medici. Ai genitori bisogna dare una spiegazione che non li faccia sentire in colpa per i problemi del loro figlio e il motivo che si concede è "ammettere che anche la malformazione è una normalità. Senza troppe tragedie".

Ad ascoltare queste parole bisogna respirare a lungo per mantenere la calma, non aver voglia di spaccare a pugni le vetrate dell'ospedale. Perché questa normalità è una normalità di queste terre. Gli ultimi dati pubblicati dall'Organizzazione mondiale della sanità riguardo la Campania sono incredibili, parlano di un aumento vertiginoso delle patologie di cancro. Pancreas, polmoni, dotti biliari più del 12 per cento rispetto alla media nazionale. E le donne le più colpite.

V'è un dato, però, uno in particolare, che lascia la bocca senza saliva. L'80 per cento delle malformazioni fetali in più rispetto alla media nazionale. È un dato che prende allo stomaco, che quando lo ascoltano le madri è come se maledissero di aver concepito il bambino nella loro terra, si vorrebbe scappare, tornare indietro. La storia dei rifiuti potrebbe essere fatta attraverso le biografie dei malati di cancro, attraverso i territori dell'entroterra che prima coltivavano ortaggi e ora raccolgono rifiuti d'ogni genere."


Come potete....accettare il sacrificio dei vostri figli ...

Napoletani ... nessuno vi aiuterà ....

martedì 5 giugno 2007

Moratoria sul consumo di suolo

Qui molte notizie ben organizzate su urbanistica, territorio, città, paesaggio (grazie Eddy).

E sul consumo di suolo.

Sulla schizofrenia della villetta a schiera, del centro commerciale, e .... stella di prima grandezza degli ultimi anni .... dei centri per la logistica. Sì, quei mostruosi, giganteschi, nonchè inutili, aggregati di cemento costruiti, perlomeno dalle nostre parti, in mezzo ai campi (le "nostre parti" sono la provincia di Pavia, terra perlaltro già offesa in passato e minacciata da una inutile bretella autostradale, la famigerata Broni Mortara). Ma non divaghiamo perchè è necessario affermare un principio.

Questa terra per noi è sacra.

Da qui discende una conseguenza ovvia. Ogni metro quadrato di suolo libero è sacro. Se decidiamo di sacrificaro costruendoci sopra qualcosa ci deve essere una valida, giustificata e condivisa ragione. Se decidiamo di farlo è perchè non ci sono alternative.

Nel frattemo, nell'attesa che si definiscano regole e meccanismi adeguati, bisogna arrivare ad una moratoria del consumo di suolo.

Bisogna smettere di usare suolo libero (agricolo o naturale che sia).

Le imprese di costruzioni devono farsene una ragione, potranno gingillarsi ricostruendo le aree già costruite, al limite, e trastullarsi con le ristrutturazioni e l'applicazione dei criteri di risparmio energetico al costruito, business quest'ultimo di inimmaginabile portata.

L'"emergenza casa" va affrontata in modo diverso, da diversi decenni c'è "fame di case", da diversi decenni la pololazione italiana è praticamente stabile... ci vorrà qualche idea nuova?

I pubblici amministratori devono guardarsi allo specchio, sputarsi in faccia, chiedere perdono e cominciare a rimediare ai danni. Se il cittadino disattento e inguaiato è colpevole, se l'imprenditore miope e palazzinaro è doppiamente colpevole, il politico e il pubblico amministratore sono triplamente colpevoli.


Non dobbiamo avere paura.

Siamo dalla parte della ragione. Abbiamo volontà, visione, progetto.
Rimane solo qualche decina di milioni di italiani da "svelare", è necessario fare presto.