mercoledì 25 luglio 2007

Sindaci pavesi unitevi contro Villettopoli!

In questa mezza pagina della Provincia Pavese tutta la dinamica di uno sviluppo basato sull'edilizia e sull'asfalto.

A Cergnago scoppia lo scandalo Villettopoli!


Le fasi di villettopoli.

1) Arriva la strada, anzi l'autostrada e porta lo "sviluppo".

In questo caso la strada nemmeno c'è basta un progetto, peraltro ampiamente osteggiato e passibile di annullamento, per dar vita al fenomeno.

2) Arrivano gli americani (ma ce la caviamo benissimo da soli col cemento).

Ecco le parole con cui si presenta il costruttore (la Simonstein & Henricks Real Estate SpA filiale italiana di una multinazionale).

"La cittadella alle porte di Mortara ha deciso di crescere, modificando il suo secolare assetto, senza snaturare la propria realtà per prepararsi all'arrivo della nuova autostrada da cui disterà non più di tre minuti"

Sembra la favoletta per gli aborigeni lomellini. Il paese diventa cittadella, e la cittadella viene personificata.
Dopo un secolare letargo, durante il quale la poverina era dovuta restare ai margini del progresso, prigioniera del sottosviluppo e di quella insopportabile cintura verde delle sue campagne, ora, novella Cenerentola, può farsi bella. Le è capitato infatti un grosso colpo di fortuna. Pensate: arriva l'autostrada!! Ma non solo, sarà distante meno di tre minuti!! Presto, bisogna fare presto, quello che è stato per SECOLI deve essere modificato. Arriverà il principe azzurro sul suo Caterpillar e con un bacio a presa rapida la cementificherà.

Ci stanno prendendo per i fondelli, mi pare evidente, non gli basta prendersi la terra e disseminare il territorio di villette con la scusa dell'autostrada, dobbiamo pure passare per fessi.

3) Le dimensioni del fenomeno villettopoli a Cergnago.

Secondo il sindaco di Cergnago, Mario Vai, finora si era viaggiato al ritmo di un paio di villette all'anno. "Ora in un colpo solo ne stanno costruendo 12, poi altre 30. E, in seguito, altre ancora"
Quante ancora? Non è dato sapere.

E' un circolo vizioso, le strade chiamano insediamenti, gli insediamenti servizi, i servizi centri commerciali, a un certo punto servono altre strade, ecc. ecc, con una vittima predestinata il suolo libero, e quasi sempre anche il paesaggio e ovviamente l'ecosistema o quel che ne rimane.

Una tale dinamica potrebbe ancora essere accettata se richiesta dal normale sviluppo locale cioè se queste case servissero, ma qui la logica è diversa: siccome altre zone sono ormai invivibili, proprio a causa di quello che qui si sta cominciando a fare, si costruiscono nuove abitazioni e poi si cerca di riempirle.

4) Il piatto di lenticchie (o le perline colorate se preferite): gli oneri di urbanizzazione.

Col primo lotto arriveranno 70.000 euro nelle casse del Comune.
Poi si vedrà dovrà essere definita una convenzione.

Parte di questi oneri ritorneranno immediatamente cemento. Impianti fognari da estendere, stradine e vialetti, l'acquedotto da adattare, in omaggio alla legge del consumo del suolo.

5) I benefici per la comunità.

Quello che rimarrà del punto 4 potrà finalmente essere reinvestito per il bene comune. Per esempio si potrebbe fare ... chessò ... una bella rotatoria all'ingresso del paese. Naturalmente in finto stile rurale per non pregiudicare il "secolare assetto".

6) Il futuro.

Con dei benefici del genere è difficile tirarsi indietro. San Giorgio e Suardi, due località non lontane, son già lì che spingono.
E la multinazionale delle costruzioni non si farà certo pregare. Erogherà cemento e titoli di "cittadella" con liberalità.

7) Le motivazioni. Ma perchè questi benefattori ci tengono tanto alla nostra crescita?

D'altra parte, nota il giornalista: "le motivazioni che hanno spinto a puntare sulla Lomellina sono comunque precise. Una zona relativamente poco battuta da investimenti esterni, quindi con i costi dei terreni e dei fabbricati ancora concorrenziali". Ah ecco, si tratta di soldi.

Ma allora se e quale sviluppo vogliamo lo decidiamo noi. Al limite chiameremo l'impresa di costruzioni per commissionare le opere necessarie che la comunità avrà deciso , non gli daremo certo le chiavi della città e la "licenza di cementificare".

Noi e il nostro territorio siamo solo business per questi benefattori. Purtroppo siamo anche un business per chi dovrebbe difenderci.


Ma alcuni Sindaci del pavese che hanno già provato sulla loro pelle decenni di villettopoli si sono consorziati.

QUI un precedente post sull'argomento. I sindaci di Giussago, Certosa, Rognano e Zeccone si sono resi conto della fregatura, della virulenza del fenomeno e hanno preso atto che da soli si fa poco. Per dire basta si sono messi insieme, per coordinarsi, definire un piano comune del territorio, ottimizzare le risorse, dividersi i compiti.

Sindaco Mario Vai questo è un appello. Sindaci tutti, alzate il telefono e mettetevi in contatto fra voi e con loro.
Approfittate dell'esperienza dei 4 comuni del Pavese. Ampliate il consorzio, costituite un unico soggetto che abbia peso, che limiti l'allucinante dinamica edilizia che sta divorando il nostro territorio. E che possa presentarsi in provincia o in regione a portare la volontà delle comunità che voi rappresentate.

Domanda per tutti: "ma se una cosa è così da secoli, siamo proprio sicuri di doverla cambiare?"

5 commenti:

Mario ha detto...

Simonstein & Henricks Real Estate
avete cercato su intenet?

Max Lilla ha detto...

Ho dato uno sguardo adesso dopo la tua segnalazione ... hai trovato qualcosa?
Max

mario ha detto...

documenti in lingua slovacca, forse qualcosa in ceko, e un link a un sito di informazione francofono, in cui di parla di "obscure investisseur".. però gli approfondimenti sul sito sono a pagamento ;-)

Anonimo ha detto...

simonstein è palesemente un nome ebraico
ora salterete fuori con l'ennesima teoria del complotto americano-sionista ai danni del popolo?

Max Lilla ha detto...

A onor del vero lo stesso sindaco di Cergango a fine articolo dice (virgolettato): "Abbiamo chiesto garanzie sulla serietà della ditta, anche perchè ci sono stati esempi di situazioni poco piacevoli"

Qualche magagna c'è. Potremmo chiedere direttamente a Mario Vai sindaco di Cergnago.
Max